03 Sep 2025

60’ con Stefano Domenicali: “Pensare sempre in grande, parlando con semplicità”

Maurizio Losa, già vice direttore di Rai Sport, ha organizzato presso l’Auditorium di Seregno, città in cui risiede, un’intervista molto bella ed a tratti informale, con il presidente e CEO di Formula 1 Stefano Domenicali, suo amico di lunga data.

Imolese laureato in Economia e Commercio, Domenicali entra subito nel mondo Ferrari, interpretando diversi ruoli, dapprima amministrativi fino a diventare direttore sportivo e team principal della Squadra Corse – GES di Formula 1. Sotto la sua guida, Ferrari ha nuovamente vinto il titolo costruttori nel 2008 dopo gli anni di Schumacher durante i quali era direttore sportivo e sfiorato il titolo piloti con Felipe Massa. Arrivato Fernando Alonso in squadra e sempre sotto la presidenza di Luca di Montezemolo, Domenicali resta al muretto box della Ferrari fino al 2014, quando in contraddizione con la nuova dirigenza, si dimette dopo ventitrè anni vissuti, lavorando esclusivamente per la Scuderia di Maranello.  

Lasciato il mondo della Formula 1, Domenicali viene chiamato prima in Audi e, successivamente in Lamborghini dove compie grandi cambiamenti, scontrandosi talvolta con i vertici societari di Volkswagen Group, ma ottenendo successi oltre le più rosee aspettative, sia sotto il profilo commerciale che di cultura del marchio di Sant’Agata Bolognese. Racconta il manager con tono ironico:

“Quando abitavo a Modena uscivo di casa e percorrevo pochi metri di strada fino all’intersezione della provinciale, girando a destra andavo a Maranello, a sinistra a Sant’Agata, la distanza da casa mia era la stessa. Durante la mia permanenza in Lamborghini capitava sovente di prendere la direzione sbagliata per andare a lavorare” ….

Dal 2020 Stefano Domenicali è Presidente e CEO di Formula 1 Administration, azienda di proprietà del colosso americano delle comunicazioni Liberty Media che ha rilevato la quota di maggioranza della società di Bernie Ecclestone, inventore e  proprietario della Formula 1 e di tutti i suoi diritti commerciali e televisivi, fino ad allora. A Domenicali vengono affidate le redini di un’azienda che stava andando in declino al momento del passaggio di proprietà. Capisce che la Formula 1 non è solo attività di motorsport, ma anche e soprattutto “una forma più evoluta di intrattenimento”. I numeri gli danno ragione: ogni anno si corrono 24 Gran Premi di Formula 1 in tutto il Mondo, tranne in Africa dove però si sta studiando il ritorno, nel medio periodo. In questo momento sono 27 gli sponsor istituzionali che investono centinaia di milioni di dollari ogni anno nella Formula 1, raddoppiati rispetto al 2018. Ogni gara è vista in televisione da un miliardo e seicentomila spettatori in tutto il Mondo. Senza dimenticare gli spettatori che comperano il biglietto per andare in tribuna o nel prato di ogni singolo circuito e dormono in tenda per vedere il Gran Premio. Per il manager italiano sono la vera linfa, la passione di questo sport, le persone a cui va data la maggiore attenzione, perché senza di loro questo prodotto non sarebbe niente. La Formula 1 per Domenicali è un prodotto commerciale esclusivo per i tifosi e diversivo per gli sponsor, ai quali viene offerta una quantità incredibile di pacchetti per i propri clienti e ospiti. Due scelte trasgressive come il programma di Netflix Drive to Survive e l’attuale F1 Il Film,  campione di incassi con Brad Pitt protagonista, fanno di Stefano Domenicali un manager lungimirante che guarda sempre avanti, non fermandosi mai e senza alcun rimpianto. “Non è uno sport da mezzofondisti, noi corriamo una gara sprint ogni volta che programmiamo qualcosa. Bisogna sempre pensare in grande, ma parlare in modo semplice, chiaro, perché la nostra sfida è quella di interessare la nuova generazione, quella che utilizza tablet e streaming quotidianamente e continuamente e spesso, si interessa di Formula 1 senza conoscere il prodotto. Per questo motivo, dobbiamo intrattenere e coinvolgere molto più di quanto facciano altri sport. I nostri avversari sono le piattaforme di streaming, non gli altri sport motoristici (anche se Liberty Media ha appena comperato dalla spagnola Dorna anche la Moto GP n.d.r.).  Le nostre antenne sono i team di Formula 1 ed i loro piloti che devono interagire con un sistema di comunicazione globale che deve attrarre sempre più pubblico eterogeneo”. Al modenese e anche un po’ brianzolo Stefano Domenicali (è genero del grande fotografo di Monza della Formula 1 Ercole Colombo) non possiamo che augurare di restare in Formula 1 ben oltre la scadenza del contratto appena rinnovato che lo vede Presidente e Ceo di questo Circus, fino al 2029. 

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